Terza parte: la realtà virtuale

Agli inizi degli anni ’90 arrivano le tecnologie dell’immagine, le immagini digitali sono molto più facili da manipolare di quanto accadeva prima. Una delle prime cose che viene in mente è di far vedere quello che non si può più vedere, soprattutto in aree archeologiche dove restano solo alcuni elementi architettonici. Si arriva così a quella che ancora oggi chiamiamo realtà virtuale, cioè la totale immersione del visitatore in un ambiente ricostruito, simulato ma che appare come se fosse reale. Ricostruimmo la chiesa di San Pietro com’era prima del Rinascimento, ricostruimmo la Basilica Ulpia, Paestum fino ad arrivare in questo luogo: Le Terme di Diocleziano. Passo dopo passo abbiamo dotato questo museo non solo di ricostruzioni virtuali ma anche dei personaggi e delle storie che narrano i reperti contenuti in questo museo.