Sophie Calle

«Ho creduto che avrei potuto darti il bene... Abbi cura di te»

Quando l'artista francese Sophie Calle riceve una e-mail che termina con la frase "Abbi cura di te", sceglie di elaborare il suo lutto sentimentale coinvolgendo altre 107 donne. L'addio diventa un libro e una mostra

nata a Parigi il 9 ottobre 1953 dal cardiologo Robert Calle e da Rachel Sindler, addetto stampa, dopo un'adolescenza impegnata nella politica, nel 1973 decide di partire e girare il mondo. Nel 1978 fa rientro nella sua città, dove si dedicherà alla fotografia, passione nata durante il suo lungo viaggio. Al ritorno però la sua vita è cambiata, lei stessa racconta di come si trovò senza amici, lavoro e niente da fare. Fu forse proprio questa condizione emotiva e sociale a portarla ad osservare le persone che la circondavano, con una curiosità morbosa che divenne quasi ossessione. Alla fine degli anni '70 inizia a stendere i suoi primi Journaux intimes tra le cui pagine si susseguono riflessioni corredate da immagini. Tra questi, registra le sue prime "filatures parisiennes" in cui segue degli sconosciuti per strada fino a perderli di vista, per dimenticarsene completamente qualche istante dopo. La prima opera che la inserisce nel mondo dell'arte è Les Dormeurs (1979), che ha presentato nel 1980 all’XI Biennale de Paris. Manifestation International des jeunes artistes al Musée d'Art Moderne di Parigi. Sophie Calle invita a dormire nel suo letto, una dopo l'altra, ventinove persone tra conoscenti e sconosciuti, per otto ore consecutive. Le riprende nel sonno scattando una foto ogni ora. Una delle dormienti si rivela essere la moglie di un gallerista famoso, a cui mostra il prodotto finito di Sophie.